I diritti degli immigrati - Sondaggio 3 - Febbraio 2014

La nostra comunità è già un caleidoscopio di nazionalità, ma sembra che non vogliamo vederla e, soprattutto, ammetterla. Siamo un melting pot inconsapevole. È evidente che non possiamo continuare a far finta di nulla pensando di chiudere i nostri confini o riponendo nelle sole espulsioni dei clandestini la soluzione dei problemi. Tuttavia, su questo argomento esistono due livelli distinti e distanti fra loro. Da un lato, le forme di inte(g)razione sperimentate sui territori, pur faticose e complicate, che hanno fatto compiere comunque significativi passi avanti su questi versanti: all’interno delle scuole, nello sport, nelle parrocchie, i matrimoni misti, gli anziani con le badanti. Forme di micro-integrazione che generano momenti di reciproca conoscenza e aiutano la convivenza. Dall’altro, nel discorso pubblico e in particolare politico assistiamo a una regressione del linguaggio, come nel caso di alcuni dei nuovi esponenti leghisti o di espressioni a dir poco "colorite" enfatizzate dai mezzi comunicazione. Così che appare un’Italia venata di orientamenti contrari ai migranti, quando non di razzismo o di xenofobia. L’indagine LaST (Community Media Research e Questlab per La Stampa) ha affrontato un tema spinoso e complicato perché tocca uno degli aspetti fondanti dell’integrazione: i diritti di cittadinanza per gli stranieri. Secondo due prospettive: quella della partecipazione al voto e dell’assistenza sanitaria, e quella della cittadinanza. Per saperne di più scarica il documento completo.


A suo avviso, agli immigrati, è giusto che la cittadinanza italiana sia data a quelli...(%)


I migranti e i diritti di cittadinanza per Genere (sì, %)


I migranti e i diritti di cittadinanza per Livello d'istruzione (sì, %)


I migranti e i diritti di cittadinanza per Classe d'età (sì, %)


I migranti e i diritti di cittadinanza per Condizione professionale (sì, %)